Mostra “Chiaroscuri della Nuova Arte in una pittura fatta di luce”e “Carte di Napoli: la fotografia ai tempi di De Nittis”

Mostra “Chiaroscuri della Nuova Arte in una pittura fatta di luce”e “Carte di Napoli: la fotografia ai tempi di De Nittis”

■ Museo dei Vescovi – Canosa di Puglia
■ Pinacoteca “Giuseppe De Nittis” – Barletta
■■ Novembre / Dicembre 2025
Due sedi d’eccellenza, un unico omaggio al genio visivo di Giuseppe De Nittis: tra fotografia, pittura e
modernità.
Nata da un progetto promosso da Pezzodamuseo e curato da Giovanni Pansini e Sandro Sardella, la
mostra “Chiaroscuri della Nuova Arte in una pittura fatta di luce”, sarà ospitata presso il Museo dei
Vescovi di Canosa di Puglia
quasi contemporaneamente con la mostra “Carte di Napoli: la fotografia ai
tempi di De Nittis”
prevista nella prestigiosa Pinacoteca De Nittis di Barletta, offriranno un percorso
culturale articolato tra due città unite dal medesimo desiderio di valorizzazione del patrimonio visivo
ottocentesco.
Il progetto è realizzato in collaborazione con la Pinacoteca “Giuseppe De Nittis”, il Museo dei Vescovi,
OmniArte.it a.r.l. e gode del patrocinio della Soprintendenza per l’Archeologia, le Belle Arti e il Paesaggio
di Foggia e BAT
, della Regione Puglia – Dipartimento Economia della Cultura, Turismo e Valorizzazione
del Territorio
, nonché del Comune di Barletta, del Comune di Canosa di Puglia e del Touring Club Italiano.
A Canosa di Puglia, la mostra racconterà l’evoluzione dello sguardo di De Nittis, pittore cosmopolita e
innovatore. Grazie anche al supporto scientifico del Direttore del Museo dei Vescovi, Felice Bacco, e con il contributo di ricerca di Sandro Sardella, Gianni Pansini e Michela Cianti, autori dei testi critici presenti in catalogo, l’allestimento propone un confronto diretto tra opere pittoriche e fotografie dell’epoca,
sottolineando come la fotografia abbia influito sul senso del tempo, della luce e del movimento nella
pittura dell’Ottocento.
I contenuti sono arricchiti dalle testimonianze letterarie di personalità care a De Nittis, come i fratelli De
Goncourt
, Daudet e Gustave Doré, e da pitture originali provenienti dalla Pinacoteca barlettana, grazie
alla preziosa collaborazione di Daniele Mancini e Angela Francabandiera.
Nella sede della Pinacoteca “Giuseppe De Nittis”, la mostra “Carte di Napoli” ricostruirà la scena visiva
napoletana della seconda metà dell’Ottocento, dove la fotografia in formato carte de visite rivoluziona la
rappresentazione borghese, sociale e urbana. Qui, il percorso si snoda tra le immagini di Sommer, Rive,
Bernoud, in un allestimento che unisce ricerca estetica e impianto scientifico, reso possibile grazie alla
collaborazione con i Servizi Culturali del Comune di Barletta, coordinati da Savino Filannino e Antonella
Scolletta.
Particolare riconoscenza va a Renato Miracco, curatore e consulente della Pinacoteca De Nittis, e a Anita Guarnieri, Soprintendente per l’Archeologia, le Belle Arti e il Paesaggio di Foggia e BAT, per l’attenzione e il sostegno istituzionale.
Il percorso si inserisce all’interno di una più ampia strategia culturale promossa da Puglia Culture, sotto la
direzione di Sante Levante, e con il sostegno delle amministrazioni comunali di Barletta e Canosa, nelle
figure dei sindaci Cosimo Damiano Cannito e Vito Malcangio, e degli assessori alla cultura Oronzo Cilli e
Cristina Saccinto
, da sempre attenti alla valorizzazione delle radici artistiche del territorio.
Sono inoltre previste attività di informazione e conoscenza attraverso incontri periodici aperti al pubblico
con la partecipazione di studiosi e professionisti del settore, tra cui: il Prof. Renato Miracco (curatore), la
Dott.ssa Mimma Sardella
(storica dell’arte e coordinatrice Campania ICOM Italia), la Dott.ssa Paola Di
Giammaria
(curatrice della Fototeca dei Musei Vaticani), Marco Casciello (fotografo specializzato in Fine
Art) e la restauratrice Michela Cianti.
L’iniziativa rientra nelle attività sostenute dal Fondo Speciale Cultura – L.R. 40/2016, art. 15, contribuendo
alla diffusione della conoscenza fotografica e pittorica del XIX secolo come strumento di costruzione
dell’identità collettiva e visiva dell’Italia post-unitaria.

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